Regione Piemonte

REGIONE PIEMONTE BU13 28/03/2019  

Deliberazione della Giunta Regionale 15 marzo 2019, n. 38-8564  

L.R. 28/07. Approvazione dello schema di rinnovo del Protocollo d'Intesa triennale di cui alla  D.G.R. 49-2483 del 23/11/2015 per la realizzazione di azioni comuni per la prevenzione di  comportamenti a rischio e la lotta al bullismo e al cyberbullismo.  

A relazione dell'Assessore Pentenero:  

Premesso che:  

la Regione Piemonte, nell’ambito della proprie politiche sull’istruzione, definite con la legge  regionale 28.12.2007, n. 28 (Norme sull’istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa)  e s.m.i., promuove e sostiene la realizzazione di progetti di ampliamento dell’offerta formativa da  realizzarsi nelle scuole del proprio territorio;  

il Piano triennale di interventi in materia di Istruzione, Diritto allo studio e Libera scelta educativa  per gli anni 2012 – 2014, approvato con D.C.R. n. 142 - 50340 del 29/12/2011, da ultimo  modificato con D.C.R. n. 180 – 41217 del 13.12.2016, è tutt'ora vigente a norma dell’articolo 29  della l.r. 25/2016 (Disposizioni relative agli indirizzi per l'attuazione degli interventi per il diritto  allo studio. Modifiche alla legge regionale 28 dicembre 2007, n. 28 “Norme sull'istruzione, il diritto allo studio e la libera scelta educativa”);  

nell’ambito delle “Azioni volte a garantire e migliorare i livelli di qualità dell’offerta formativa ed  educativa”, il Piano triennale prevede l’attivazione di progetti di sperimentazione organizzativa  didattica ed educativa e per l’ampliamento dell’offerta formativa;  

nel medesimo ambito, il Piano triennale di cui sopra prevede che i protocolli interistituzionali in atto  al momento dell’approvazione dello stesso relativi ad azioni educative e didattiche possano essere  rinnovati previa valutazione dei risultati raggiunti;  

con D.G.R. n. 43 - 8028 del 7 dicembre 2018 “L.r. n. 28/2007-L.r. 25/2016 – Approvazione  dell’atto di indirizzo per l’attuazione degli interventi in materia di diritto allo studio. Proposta al  Consiglio Regionale” nell’ambito delle azioni volte a garantire e migliorare i livelli di qualità  dell’offerta formativa ed educativa, si prevede per l’a.s. 2018/2019 il rinnovo dei protocolli  interistituzionali vigenti tenendo conto dei risultati raggiunti e della valenza didattica dell’iniziativa;  con l’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte, da tempo si svolgono azioni congiunte per  contrastare il verificarsi nelle scuole di comportamenti a rischio e per promuovere comportamenti  socialmente costruttivi.  

Richiamato che:  

la necessità per le Istituzioni di intervenire concretamente, a fronte di fatti di bullismo, di  cyberbullismo e di violenza verificatisi anche in alcune scuole del Piemonte nel corso degli ultimi  anni, al fine di aiutare gli istituti scolastici a ripristinare un clima sereno, tale da consentire di svolgere appieno la funzione educativo-formativa che è loro propria, ha condotto alla sottoscrizione  di un primo Protocollo d’intesa di durata triennale tra la Regione Piemonte, l’Ufficio Scolastico  Regionale per il Piemonte, la Questura di Torino ed il Comando Provinciale Carabinieri di Torino  (schema approvato con D.G.R. n.48 –7107 del 15 ottobre 2007) per la realizzazione di azioni  congiunte volte a contrastare e prevenire fenomeni di bullismo o di violenza nelle scuole;  

tale Protocollo d’Intesa è stato rinnovato per gli anni scolastici 2009/2010, 2010/2011, 2011/2012  con D.G.R. 26-12372 del 19/10/2009 estendendo l’esperienza su tutto il territorio piemontese  attraverso la sottoscrizione da parte della Regione Piemonte, dell’Ufficio Scolastico Regionale per  il Piemonte, Comando Legione Carabinieri Piemonte e Valle d’Aosta e delle Questure di  Alessandria, Cuneo, Novara, Torino, Verbania e Vercelli;  

lo stesso protocollo è stato successivamente rinnovato con D.G.R. 9-4903 del 14/11/2012 per il  triennio 2012/2013, 2013/2014, 2014/2015; 

con D.G.R. 49-2483 del 23/11/2015 il protocollo per la realizzazione di azioni comuni per la  prevenzione di comportamenti a rischio e la lotta al bullismo, ha avuto un nuovo rinnovo per gli  anni 2015/2016, 2016/2017, 2017/2018 con l’inserimento di nuovi soggetti sottoscrittori, quali il  Comparto di Polizia Postale, la Procura della repubblica presso il tribunale per i minorenni del  Piemonte e Valle d’Aosta, la Polizia municipale di Torino.  

 Vista la legge 13 luglio 2015, n. 107 “Riforma del sistema nazionale di istruzione e  formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti”;  

 vista la Legge 29 maggio 2017, n. 71 “Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione  ed il contrasto del fenomeno del cyberbullismo”;  

 vista la Legge regionale 5 febbraio 2018, 2 “Disposizioni in materia di prevenzione e  contrasto dei fenomeni di bullismo e del cyberbullismo”.  

 Dato atto che:  

in data 16/10/2018 si è riunito l’Osservatorio regionale del bullismi, organo collegiale istituito e  convocato dall’Ufficio Scolastico Regionale del Piemonte con l’intento di condividere, fra i vari  componenti, le azioni da attivare nel corso dell’anno scolastico 2018/2019 nelle istituzioni  scolastiche piemontesi, come da verbale agli atti presso il Settore Politiche dell’Istruzione;  

nel corso di tale riunione è stata espressa la volontà di rinnovare il protocollo d’intesa triennale, il  cui schema è stato approvato con la suddetta D.G.R. 49-2483 del 23/11/2015, con l’intento di:   proseguire l’attuazione di azioni sinergiche e di sistema sui temi dell’educazione alla  cittadinanza, al rispetto reciproco, all’inclusione;  

 costruire una “cornice” all’interno della quale promuovere, nell’autonomia dei singoli enti  sottoscrittori, l’attivazione di una serie di iniziative condivise nell’ambito del tavolo tecnico di  lavoro;  

 cogliere le opportunità formative - informative che possono nascere da una comunanza di  intenti tra i soggetti istituzionali coinvolti, al fine di contrastare e prevenire fenomeni di bullismo,  cyberbullismo o atteggiamenti che configurano reati;  

 perseguire le finalità della legge regionale 2/2018, in particolare, quelle di tutelare e  valorizzare la crescita educativa, psicologica e sociale di minori, proteggendo, in particolare, i  soggetti più fragili; valorizzare il benessere tra pari; prevenire il rischio nell’età dell’infanzia e dell’adolescenza; supportare i soggetti che, a vario titolo, ricoprono un ruolo educativo con i minori.  Dato atto, inoltre, come da documentazione agli atti del Settore Politiche dell'Istruzione,  Programmazione e Monitoraggio Strutture Scolastiche, il testo del suddetto protocollo è stato  condiviso da tutti i soggetti sottoscrittori attraverso scambi di posta elettronica.  

Ritenuto, pertanto di rinnovare, ai sensi della legge regionale 28/2007, lo schema di Protocollo  d’Intesa triennale tra la Regione Piemonte, le Questura di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara,  Torino, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, il Comando Legione Carabinieri “Piemonte e Valle  d’Aosta”, il Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni Piemonte e Valle d’Aosta,  la Procura della Repubblica presso tribunale per i minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta, il Corpo  della Polizia Municipale della Città di Torino e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte per la realizzazione di azioni comuni per la prevenzione di comportamenti a rischio e la lotta al bullismo e  al cyberbullismo allegato alla presente deliberazione per farne parte integrante e sostanziale  (Allegato A).  

Dato atto che il presente provvedimento non comporta alcun onere di spesa da parte della Regione  Piemonte.  

Attestata la regolarità amministrativa del presente atto in conformità a quanto disposto dalla D.G.R.  n.1-4046 del 17.10.2016.  

La Giunta regionale, a voti unanimi espressi nei modi di legge,  

delibera 

- di approvare, ai sensi della legge regionale 28/2007 lo schema di rinnovo del Protocollo d’Intesa,  di durata triennale, tra la Regione Piemonte, le Questura di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo,  Novara, Torino, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, il Comando Legione Carabinieri “Piemonte e  Valle d’Aosta”, il Compartimento della Polizia Postale e delle Comunicazioni Piemonte e Valle  d’Aosta, la Procura della Repubblica presso tribunale per i minorenni del Piemonte e Valle d’Aosta,  il Corpo della Polizia Municipale della Città di Torino e l’Ufficio Scolastico Regionale per il  Piemonte per la realizzazione di azioni comuni per la prevenzione di comportamenti a rischio e la  lotta al bullismo e al cyberbullismo, allegato alla presente deliberazione per farne parte integrante e  sostanziale (Allegato A);  

- di demandare gli Assessori competenti per materia a sottoscrivere il suddetto Protocollo d’Intesa;  - di dare atto che il presente provvedimento non comporta alcun onere di spesa da parte della  Regione Piemonte.  

La presente deliberazione sarà pubblicata sul Bollettino Ufficiale della Regione Piemonte ai sensi  dell’art. 61 dello Statuto e dell’art. 5 della L.R. n.22/2010, nonché ai sensi dell’art. 23, lettera d) del  D.lgs. n.33/2013 nel sito istituzionale dell’Ente, nella sezione “Amministrazione trasparente”.  

(omissis)  

Allegato 

Protocollo d’intesa  

tra l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, la Regione Piemonte - assessorati  all’Istruzione, alle Politiche giovanili-Pari opportunità-Diritti civili, Polizia locale,  Politiche Sociali, Sanità - le Questure di Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara,  Torino, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, il Compartimento della Polizia Postale e  delle Comunicazioni Piemonte e Valle d’Aosta, il Comando Legione Carabinieri  “Piemonte e Valle d’Aosta”, il Corpo della Polizia Municipale della Città di Torino, la  Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del Piemonte e Valle  d’Aosta per la realizzazione di azioni comuni per la prevenzione di comportamenti a  rischio e la lotta ai bullismi.  

PREMESSA  

Il presente protocollo d’intesa si inserisce nell’ambito dell’educazione alla cittadinanza (Legge n.  169 del 30/10/2008 art.1, Documento di indirizzo per la sperimentazione di “Cittadinanza e  Costituzione” del 4 marzo 2009, prot. AOODGOS 2079 C.M. n. 86 - CITTADINANZA E  COSTITUZIONE: Attuazione dell’art. 1 della legge 30 ottobre 2008, n. 169 – Anno scolastico 2010- 

2011, Indicazioni nazionali per il curricolo della scuola dell’infanzia e del primo ciclo d’istruzione del  2012), della prevenzione del rischio e della promozione del benessere a scuola.  

Esso intende promuovere azioni volte a diffondere la cultura della legalità, del rispetto e della non  violenza tra le giovani generazioni per garantire agli istituti scolastici di svolgere la propria funzione  educativo-formativa.  

Tali obiettivi rientrano nelle indicazioni previste nella direttiva ministeriale n. 16 del 5 febbraio 2007  - Linee di indirizzo generali ed azioni a livello nazionale per la prevenzione e la lotta al bullismo -  con la quale si evidenzia la necessità che vengano fornite alle “Istituzioni scolastiche ulteriori  risorse e strumenti che consentano l’incremento di azioni volte a favorire appieno la valorizzazione  delle persone, la crescita e lo sviluppo educativo, cognitivo e sociale del singolo discente mediante  percorsi di apprendimento individualizzati ed interconnessi con la realtà sociale del territorio, la  cooperazione, la promozione della cultura della legalità e del benessere di bambini ed  adolescenti”.  

I medesimi obiettivi sono ripresi, riconsiderati, integrati ed ampliati  

- sia dalla Legge 13 luglio 2015, n. 107 - Riforma del sistema nazionale di istruzione e formazione  e delega per il riordino delle disposizioni legislative vigenti ( art.1 comma 7 lettere d), e) e comma  16) - con cui si dà piena attuazione all'autonomia delle istituzioni scolastiche di cui all'articolo  21 della legge 15 marzo 1997, n. 59, e successive modificazioni, per affermare il ruolo centrale  della scuola nella società della conoscenza e innalzare i livelli di istruzione e le competenze  delle studentesse e degli studenti, rispettandone i tempi e gli stili di apprendimento, per  contrastare le diseguaglianze socio-culturali e territoriali, per prevenire e recuperare l'abbandono  e la dispersione scolastica, in coerenza con il profilo educativo, culturale e professionale dei  diversi gradi di istruzione, per realizzare una scuola aperta, quale laboratorio permanente di  ricerca, sperimentazione e innovazione didattica, di partecipazione e di educazione alla  cittadinanza attiva, per garantire il diritto allo studio, le pari opportunità' di successo formativo e di  istruzione permanente dei cittadini, in relazione alla dotazione finanziaria,  

- sia dalla Legge 29 maggio 2017 , n. 71- Disposizioni a tutela dei minori per la prevenzione ed il  contrasto del fenomeno del cyberbullismo - che prevede azioni di tutela del minore attraverso  particolari attività messe in campo dalla comunità educante, anche attraverso la formazione del  personale scolastico ed in particolare: prevedendo l’individuazione di un proprio referente per  ogni autonomia scolastica con il compito di coordinare le iniziative di prevenzione e di contrasto  del cyberbullismo, anche avvalendosi della collaborazione delle Forze di polizia nonché delle  associazioni e dei centri di aggregazione giovanile presenti sul territorio, la promozione di un  ruolo attivo degli studenti o di ex studenti che abbiano già operato all’interno dell’istituto  scolastico in attività di peer education nella prevenzione e nel contrasto del cyberbullismo nelle 

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scuole, la previsione di misure di sostegno e rieducazione dei minori coinvolti, un efficace  sistema di governance diretto dal Ministero dell’istruzione, dell’università e della ricerca,  - sia dal Piano nazionale per l’educazione al rispetto (Aggiornamento LINEE DI ORIENTAMENTO  per la prevenzione e il contrasto del cyberbullismo ottobre 2017-Linee Guida Nazionali-art. 1  comma 16 L. 107/2015-Educare al rispetto: per la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza  di genere e di tutte le forme di discriminazione) emanato dal MIUR con Nota prot.n. 5515 del  27ottobre 2017 che con lo scopo di dare indicazioni operative nonché materiali per  approfondimento delle tematiche relative al tema dell’educazione alle pari opportunità e della  prevenzione di ogni forma di violenza e discriminazione, nonché fornire un aggiornamento per  dare continuità alle Linee di orientamento per la prevenzione e il contrasto al cyberbullismo  emanate nell’aprile del 2015, apportando le integrazioni e le modifiche necessarie in linea con i  recenti interventi normativi,  

- sia dalla Legge regionale 5 febbraio 2018, n. 2 - Disposizioni in materia di prevenzione e  contrasto dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo – che vuole promuovere e sostenere  interventi e azioni di prevenzione, gestione e contrasto del fenomeno del bullismo in tutte le sue  manifestazioni, compreso il cyberbullismo, al fine di: tutelare e valorizzare la crescita educativa,  psicologica e sociale dei minori, proteggendo, in particolare, i soggetti più fragili; valorizzare il  benessere tra pari; prevenire il rischio nell'età dell'infanzia e dell'adolescenza; supportare i  soggetti che, a vario titolo, ricoprono un ruolo educativo con i minori.  

CONSIDERATO  

che il 9/12/2015 la Regione Piemonte - assessorati all’Istruzione, alle Politiche giovanili Pari opportunità-Diritti civili, Polizia locale, Politiche Sociali, le Questure di Alessandria,  Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, Verbano Cusio Ossola e Vercelli, il Compartimento  della Polizia Postale e delle Comunicazioni Piemonte e Valle d’Aosta, il Comando Legione  Carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta”, il Corpo della Polizia Municipale della Città di  Torino, la Procura della Repubblica presso il tribunale per i minorenni del Piemonte e Valle  d’Aosta e l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte hanno sottoscritto un “Protocollo  d’intesa per la realizzazione di azioni comuni per la prevenzione di comportamenti a rischio  e la lotta al bullismo” che ha promosso, nel corso degli anni, azioni di sensibilizzazione  degli studenti, degli insegnanti, del personale scolastico e delle famiglie anche attraverso  la predisposizione e la diffusione di pubblicazioni che illustrano il fenomeno del bullismo in  tutte le sue componenti con elevata partecipazione da parte delle scuole piemontesi;  

l’intento delle parti, di voler rinnovare tale protocollo con lo scopo di continuare nel  promuovere azioni di sensibilizzazione della comunità scolastica piemontese (studenti,  insegnanti, dirigenti scolastici e personale della scuola, famiglie) sulle tematiche delle  prevaricazioni e dei bullismi, implementare sinergie contro il disagio socio relazionale,  finalizzando le attività alla costruzione di un modello di scuola inclusivo attraverso varie  metodologie (es. peer education, ricerca-azione) e alla realizzazione di corsi in-formativi  riconducibili all’educazione alla cittadinanza ed alla legalità nonché alle modalità di  segnalazione e di contrasto ai fenomeni specifici;  

le opportunità in-formative e operative che possono nascere da una sinergia di intenti tra  l’Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte, la Regione Piemonte, le Questure del  Piemonte, il Comando Legione Carabinieri “Piemonte e Valle d’Aosta” nelle sue  articolazioni provinciali e le Polizie Locali del Piemonte per contrastare e prevenire  fenomeni di bullismo o atteggiamenti che configurano reati (fatti penalmente perseguibili)  

TRA  

l'UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE per il Piemonte, articolazione periferica del MINISTERO  DELL’ISTRUZIONE, UNIVERSITA’ E RICERCA , con sede in Torino, C.so VITTORIO EMANUELE  II, 70 rappresentato dal Direttore Generale dr. Fabrizio MANCA;  

la REGIONE PIEMONTE Assessorato all’Istruzione, con sede in Torino, Via Magenta, 12,  rappresentato dall’Assessore Giovanna PENTENERO; 

la REGIONE PIEMONTE Assessorato alle pari opportunità, con sede in Torino, Corso Regina  Margherita 174 rappresentato dall’Assessora Monica CERUTTI;  

la REGIONE PIEMONTE Assessorato alla Polizia locale, con sede in Torino, Corso Stati Uniti 21  rappresentato dall’Assessore Giovanni Maria FERRARIS;  

la REGIONE PIEMONTE Assessorato alle Politiche Sociali, con sede in Torino, Via Lagrange 24  rappresentato dall’Assessore Augusto FERRARI;  

la REGIONE PIEMONTE Assessorato alla Sanità, con sede in Torino, C.so Regina Margherita 63  rappresentato dall’Assessore Antonino SAITTA;  

le QUESTURE DI:  

ALESSANDRIA con sede in Corso Lamarmora n.71 - 15121 Alessandria e rappresentato dal  QUESTORE Dr. Michele MORELLI;  

ASTI con sede in Corso XXV Aprile n.19 - 14100 Asti e rappresentato dal QUESTORE Dr.ssa Alessandra FARANDA CORDELLA;  

BIELLA con sede in Via Sant`Eusebio 5/A - 13900 Biella e rappresentato dal QUESTORE Dr.  Nicola Alfredo PARISI;  

CUNEO con sede in Piazza Torino n. 5 - 12100 Cuneo e rappresentato dal QUESTORE Dr.  Emanuele RICIFARI;  

NOVARA con sede in Piazza del Popolo, 1 - 28100 Novara e rappresentato dal QUESTORE  Dr.ssa Rosanna LAVEZZARO;  

TORINO con sede in Corso Vinzaglio n.10 - 10121 Torino. e rappresentato dal QUESTORE Dr.  Francesco MESSINA;  

VERBANO CUSIO OSSOLA con sede in Via Lussemburgo, 4 - 28922 Verbano Cusio Ossola e  rappresentato dal QUESTORE Dr. Salvatore CAMPAGNOLO;  

VERCELLI con sede in Via San Cristoforo,11 - 13100 Vercelli e rappresentato dal QUESTORE  Dr. Sergio MOLINO;  

il COMANDO LEGIONE CARABINIERI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA con sede in via S. Croce,  4 - Torino rappresentato dal Comandante Gen. D. Mariano MOSSA;  

il COMPARTIMENTO della POLIZIA POSTALE E DELLE COMUNICAZIONI Piemonte e Valle  d’Aosta con sede in Torino, C.so Tazzoli 235, rappresentato dalla Dr.ssa Fabiola SILVESTRI;  

il COMUNE DI TORINO Corpo di Polizia Municipale della Città di Torino, con sede in Torino, Via  Bologna 74, rappresentato dal Comandante del Corpo Dr. Emiliano BEZZON;  

la PROCURA DELLA REPUBBLICA presso TRIBUNALE PER I MINORENNI PIEMONTE E  VALLE D’AOSTA con sede in Torino, C.so Unione Sovietica 325, rappresentato dal Procuratore  Dr.ssa Annamaria BALDELLI;  

SI RITIENE  

di procedere alla stesura di un protocollo d’intesa che consenta di prevedere percorsi congiunti di  prevenzione ai bullismi ed alla violenza di genere, nonché a tutte le forme di devianza giovanile 

emergenti e di supporto alla realizzazione di un modello di scuola inclusivo per l’esercizio di una  cittadinanza attiva.  

SI CONCORDA QUANTO SEGUE:  

Articolo 1  

Finalità/Obiettivi  

Le principali finalità del presente protocollo sono:  

  1. promuovere la cultura della legalità in genere;  
  2. promuovere la cultura del rispetto e della parità, contro le discriminazioni e contro le violenze di  cui alle Leggi 77/2013 e 119/2013 e 107/2015;  
  3. offrire al personale della scuola, agli studenti ed alle famiglie un supporto tecnico - scientifico  per attuare forme di prevenzione dei comportamenti a rischio e dei fenomeni di bullismo e  cyberbullismo anche attraverso corsi di informazione-formazione riconducibili alle tematiche  dell’educazione alla legalità, al rispetto ed alla cittadinanza attiva;  
  4. ottimizzare l’utilizzo, da parte degli Enti firmatari, delle risorse disponibili secondo piani di  lavoro congiunti che rispondano agli obiettivi prioritari nei campi sopra individuati, in conformità  ai rispettivi ordinamenti;  
  5. favorire la collaborazione interistituzionale e la partecipazione di ulteriori soggetti, quali ad  esempio gli altri Enti locali territoriali, espressioni della società civile, ad iniziative conformi a  quelle indicate dal presente protocollo;  
  6. veicolare le esperienze migliori realizzate sul territorio regionale, in modo da accrescere la  cultura del dialogo tra scuole e tra queste e le istituzioni, al fine di fornire una opportunità in più  alle istituzioni scolastiche del Piemonte oltre alle iniziative già intraprese e realizzate a livello  locale, nel rispetto dell’autonomia di ciascuna istituzione;  
  7. favorire il benessere scolastico tramite la gestione efficace del disagio scolastico anche  dall’interno della scuola;  
  8. favorire attività riparatorie e pratiche di ricomposizione del conflitto, anche per il tramite di corsi  di formazione pratica interforze di polizia e interistituzionali;  
  9. monitorare annualmente l’efficacia del presente protocollo.  

Articolo 2  

Impegni  

Tutti i firmatari del presente protocollo si impegnano a:  

  1. partecipare con propri rappresentanti al gruppo di lavoro di cui al successivo punto 3;  2. co-progettare iniziative congiunte per giungere alla costituzione di un sistema  interistituzionale volto al perseguimento delle finalità sopra descritte;  

Nella fattispecie:  

l'UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE per il Piemonte, si impegna a:  

  1. raccogliere le esigenze formative delle scuole e concordare gli interventi con i firmatari  tenuto conto delle risorse per aumentare l’efficacia degli interventi;  
  2. fornire un supporto tecnico per la informazione-formazione del personale della scuola per la  realizzazione delle azioni di prevenzione e di intervento al fine di favorirne l’inserimento  nell’offerta formativa anche in riferimento alle recenti normative ed al Piano nazionale per  l’educazione al rispetto (Aggiornamento LINEE DI ORIENTAMENTO per la prevenzione e il  contrasto del cyberbullismo ottobre 2017-Linee Guida Nazionali-art. 1 comma 16 L.  107/2015-Educare al rispetto: per la parità tra i sessi, la prevenzione della violenza di  genere e di tutte le forme di discriminazione);  
  3. individuare i docenti referenti per la prevenzione del cyberbullismo ai sensi della L.71/2017  nonché incentivare/stimolare/promuovere la stabilizzazione di docenti referenti negli Istituti  per “la prevenzione del disagio giovanile in genere”, opportunità questa strettamente  connessa all’applicazione della legge n. 107 del 13/7/2015 di “Riforma del sistema 

 

nazionale di istruzione e formazione e delega per il riordino delle disposizioni legislative  vigenti”, all’interno della quale è previsto un “organico del potenziamento” dell’offerta  formativa (artt. 63 ss.);  

  1. fornire un supporto tecnico per la informazione-formazione in ambito pedagogico-didattico  per i firmatari del presente protocollo;  
  2. mettere a disposizione le proprie strutture ed esperti, secondo piani di fattibilità che  saranno definiti con scansione annuale;  
  3. monitorare le attività raccogliendone gli esiti (criticità e vantaggi) anche con l’ausilio delle  Università piemontesi;  
  4. contribuire alla diffusione delle azioni nelle scuole, sia con apposite note sia tramite il  proprio sito.  

la REGIONE PIEMONTE, Assessorati all’Istruzione, alle Politiche giovanili-Pari opportunità-Diritti  civili, Polizia locale, Politiche Sociali, Sanità si impegnano a:  

  1. mettere a disposizione risorse, strutture ed esperti, secondo piani di fattibilità che saranno  definiti con scansione annuale;  
  2. contribuire alla pubblicizzazione delle azioni anche tramite il proprio sito e i propri canali di  comunicazione;  
  3. realizzare attività formative sui contenuti di legalità e sulle pratiche di prossimità e di  ricomposizione rivolte ai Corpi/Servizi di Polizia locale, secondo un piano che tenga conto  delle specifiche caratteristiche ed esigenze di tutto il territorio piemontese, nel rispetto delle  competenze proprie degli Enti locali.  

le QUESTURE DEL PIEMONTE ed il COMANDO LEGIONE CARABINIERI Piemonte e Valle  d’Aosta, nelle sue articolazioni provinciali, con proprio personale, si impegnano a:  1. mettere a disposizione i propri esperti, secondo piani di fattibilità che saranno definiti con  scansione annuale;  

  1. svolgere incontri nelle scuole di ogni ordine e grado per favorirne il dialogo, in tutte le sue  componenti, per contribuire alla formazione di cittadini consapevoli e responsabili,  infondendo nella comunità scolastica la consapevolezza di vivere nel rispetto delle leggi  sapendo che gli organi di polizia si adoperano per tutelare il cittadino, con particolare  attenzione alle disposizioni introdotte dalla normativa per gli ultraquattordicenni, nonché  mettere a disposizione le proprie risorse umane per la informazione-formazione del  personale scolastico e delle famiglie.  

il COMPARTIMENTO della POLIZIA POSTALE E DELLE COMUNICAZIONI Piemonte e Valle  d’Aosta con proprio personale, si impegna a:  

  1. svolgere incontri nelle scuole di ogni ordine e grado per prevenire forme di Cyberbullismo e  di violenza, nonché prevenire pratiche illegali in rete;  
  2. contribuire alla formazione di cittadini consapevoli e responsabili, infondendo nei ragazzi la  consapevolezza di vivere nel rispetto delle leggi sapendo che gli organi di polizia si  adoperano per tutelare il cittadino in particolare riguardo alle disposizioni introdotte dalla  normativa per gli ultraquattordicenni;  
  3. mettere a disposizione le proprie risorse umane per la informazione-formazione del  personale scolastico e delle famiglie.  

Il CORPO DI POLIZIA MUNICIPALE DI TORINO, si impegna a:  

  1. formare sui contenuti di legalità e sulle pratiche di prossimità e di ricomposizione dei  conflitti i referenti incaricati del Corpo di Polizia Municipale di Torino, nonché dei  Corpi/Servizi di Polizia Locale secondo un piano da condividere con la Regione Piemonte Assessorato alla Polizia Locale;  
  2. fornire consulenza operativa, in una logica di sostenibilità, ai Corpi/Servizi di cui al punto  precedente sulla metodologia di gestione dei casi di disagio giovanile fondato sul metodo di  prossimità e di ricomposizione dei conflitti;  
  3. svolgere incontri nelle scuole di ogni ordine e grado per favorirne il dialogo, in tutte le sue  componenti, per contribuire alla formazione di cittadini consapevoli e responsabili,  infondendo nei ragazzi la consapevolezza di vivere nel rispetto delle leggi in un’ottica di 

sicurezza partecipata per la tutela della comunità, nonché mettere a disposizione le proprie  risorse umane per la formazione-informazione del personale docente.  

la Procura della REPUBBLICA presso il tribunale per i minorenni di Torino si impegna a:  1. condividere progetti (come ad es. Gruppo NOI) a livello regionale, sia nella fase di in formazione sia nella fase attuativa, finalizzati alla istituzione all’interno delle scuole di un  gruppo di studenti che svolgano funzione di auto-mutuo-aiuto tra pari sulle situazioni di  disagio giovanile e che siano supportati da risorse esterne del territorio di riferimento (“rete  locale di prossimità”) per eventuali problematiche che emergano;  

  1. fornire supporto tecnico-giuridico e formativo, a richiesta e secondo esigenze.  

Articolo 3 

Gruppo di lavoro interistituzionale  

Per la concreta attuazione del presente protocollo a favore della comunità scolastica piemontese è  costituito un gruppo di lavoro interistituzionale, composto da almeno 1 rappresentante per ogni  ente firmatario.  

Tale tavolo ha il compito di stabilire annualmente gli obiettivi da raggiungere attraverso la  condivisione di un linguaggio comune, la programmazione di un piano annuale degli interventi, la  progettazione delle attività proposte dagli enti firmatari, la modalità e la promozione delle stesse, la  realizzazione, il coordinamento ed il monitoraggio dell’efficacia delle azioni intraprese. Il Tavolo,  dovrà raccordarsi con il Tavolo tecnico regionale di cui all’art.6 della l.r. 2/2018.  

Il gruppo di lavoro potrà avvalersi della collaborazione di esperti per le attività di approfondimento,  analisi e formazione-informazione che riterrà realizzare.  

La partecipazione da parte dei rappresentanti al gruppo di lavoro, non comporta diritto ad alcuna  indennità, ne’ rimborso a qualunque titolo.  

Articolo 4  

Durata  

Il presente protocollo avrà una durata di tre anni dalla data di sottoscrizione, fatta salva la  possibilità di recesso anticipato da parte di tutte le parti con almeno 30 giorni di preavviso. Esso  potrà essere rinnovato previa adozione di uno specifico provvedimento.  

Letto, approvato e sottoscritto. Torino,  

UFFICIO SCOLASTICO REGIONALE PER IL PIEMONTE  

Direttore Generale  

Fabrizio MANCA  

REGIONE PIEMONTE  

Assessore all’Istruzione  

Giovanna PENTENERO  

Assessora alle Pari opportunità  

Monica CERUTTI  

Assessore alla Polizia locale  

Giovanni Maria FERRARIS  

Assessore alle Politiche Sociali  

Augusto FERRARI 

Assessorato alla Sanità  

Antonino SAITTA  

COMANDO LEGIONE CARABINIERI PIEMONTE E VALLE D’AOSTA  Comandante  

Generale D. Mariano MOSSA  

QUESTURE  

QUESTURA DI ALESSANDRIA 

Questore Dr. Michele MORELLI  

QUESTURA DI ASTI 

Questore Dr.ssa Alessandra FARANDA CORDELLA  

QUESTURA DI BIELLA  

Questore Dr. Nicola Alfredo PARISI  

QUESTURA DI CUNEO 

Questore Dr. Emanuele RICIFARI  

QUESTURA DI NOVARA 

Questore Dr.ssa Rosanna LAVEZZARO  

QUESTURA DI TORINO 

Questore Dr. Francesco MESSINA  

QUESTURA DEL VERBANO CUSIO OSSOLA 

Questore Dr. Salvatore CAMPAGNOLO  

QUESTURA DI VERCELLI  

Questore Dr. Sergio MOLINO  

COMPARTIMENTO della POLIZIA POSTALE E DELLE COMUNICAZIONI Piemonte e Valle  d’Aosta  

Dirigente Dr.ssa Fabiola SILVESTRI  

COMUNE DI TORINO Corpo di Polizia Municipale della Città di Torino  Comandante del Corpo Dr. Emiliano BEZZON  

PROCURA DELLA REPUBBLICA presso TRIBUNALE DEI MINORENNI TORINO  Procuratore Dr.ssa Annamaria BALDELLI 

(1) COMPONENTI TAVOLO OSSERVATORIO:
Ufficio Scolastico Regionale per il Piemonte
Regione Piemonte: Direzione Coesione Sociale settore Istruzione, settore Politiche sociali Minori e Famiglia, Direzione Polizia Locale e Polizia per la Sicurezza
Comune di Torino: Servizio Settore Pari Opportunità, Tempi e orari della Città di Torino, Servizio PO ed LGBT della Città di Torino
Università di Torino-Dipartimento di Filosofia e Scienze dell'Educazione dell’Università di Torino
Università del Piemonte Orientale “A. Avogadro”- Dipartimento di Giurisprudenza e Scienze Politiche, Economiche e sociali
Ministero della Giustizia-Uffici di Servizio Sociale per i Minorenni- Direzione dell'U.S.S.M di Torino
Ministero della Giustizia Procura presso il Tribunale per i Minorenni di Torino, Ministero della Giustizia
Forze dell’Ordine:
Comando dei Carabinieri Piemonte e Valle d'Aosta
Questure: Alessandria, Asti, Biella, Cuneo, Novara, Torino, VCO, Vercelli
Polizia Postale Piemonte e Valle d'Aosta
FORAGS: Forum Regionale delle associazioni dei Genitori della Scuola
FORUM del volontariato
(2) AZIONI del tavolo
Progetto Bulli e bulle, No grazie!
Interventi delle Questure e dei Carabinieri a favore delle scuole del Piemonte (studenti e personale della scuola) per la prevenzione del bullismo e la promozione della
legalità in genere
Interventi della Polizia Postale a favore delle scuole del Piemonte per la prevenzione del cyberbullismo e la navigazione consapevole in rete e la promozione della legalità in
genere
Progetto Move up
Progetto Gruppo Noi
Progetto di consulenza alle scuole per la prevenzione e la supervisione di casi di bullismi nelle scuole della regione
Monitoraggio biennale
Progetto Percorsi alternativi alle sanzioni disciplinari
(3) AZIONI delle scuole
I.I.S. “MARCONI” DI TORTONA (AL): Progetto “Crescere Cittadini” per interventi di MEDIAZIONE INTERCULTURALE (41 scuole aderenti) -Interventi delle FO - N° scuole
sottorete 17
I.I.S. “ALFIERI” DI ASTI: Corso formazione a tutte le scuole sottorete"Accoglienza e rispetto delle differenze di identità e di genere", "Nessuno è uguale a me”- Interventi
delle FO- N° scuole sottorete 16
L.S. “AVOGADRO” DI BIELLA: Progetto “Rete Allerta”-Interventi delle FO - N° scuole sottorete 30
I.I.S. “DENINA” DI SALUZZO (CN): progetto “Prevenzione bullismo omofobico” in collaborazione con LGTB AGEDO e associazioni di volontariato di genitori EsserCi e altre...
che hanno finanziato il progetto- Interventi delle FO -N° scuole sottorete 19
I.C. RACHEL BEAR DI TRECATE (NO): Progetto “Cyberbulli, vittime, spettatori”-Interventi delle FO -N° scuole sottorete 13
L L.S. “CATTANEO” DI TORINO: Formazione ai docenti della sottorete-progetto “Freedom” rivolto a studenti e famiglie- progetto Gruppo Noi – Progetto Moveup-N° scuole
sottorete 36
I.C. NICHELINO IV -A. Moro DI NICHELINO (TO): Progetto “ La scuola del Noi per combattere il bullismo”- Interventi delle FO -N° scuole sottorete 25
I.C. DI CARIGNANO (TO): Progetto “Abbattere Muri Costruire Ponti” - Interventi delle FO -N° scuole sottorete 8
I.I.S. “COBIANCHI” DI VERBANIA: Progetto “Nessuno Uguale” - Interventi delle FO- N° scuole sottorete 7
I.C. DI ARBORIO (VC): Progetto “Insieme contro il bullismo”-Interventi delle FO-N° scuole sottorete 8
IC PERTINI DI OVADA (AL): CTS Centro territoriale di supporto per l’inclusione - centro nuove tecnologie per la disabilità

Legge regionale n. 2 del 05 febbraio 2018 

Art. 1. 

(Finalità) 

  1. La  Regione,  nel  rispetto  dei  principi  e  dei  valori  di  cui  alla  Carta  dei  diritti  fondamentali  dell'Unione  europea,  della  Costituzione  e  di  quanto  previsto  dalla  legge  29  maggio  2017,  n.  71 (Disposizioni  a  tutela  dei  minori  per  la  prevenzione  ed  il  contrasto  del  fenomeno  del  cyberbullismo) e dagli articoli 11, 13, comma 1 e 14, comma 1 dello Statuto , promuove e sostiene  la prevenzione ed il contrasto del fenomeno del bullismo in tutte le sue manifestazioni, compreso  il cyberbullismo, al fine di:[1]
  2. a) tutelare  e  valorizzare  la  crescita  educativa,  psicologica  e  sociale  dei  minori,  proteggendo,  in  particolare, i soggetti più fragili; 
  3. b) valorizzare il benessere tra pari; 
  4. c) prevenire il rischio nell'età dell'infanzia e dell'adolescenza; 
  5. d) supportare i soggetti che, a vario titolo, ricoprono un ruolo educativo con i minori. 2. Le  finalità  di  cui al  comma  1 sono  perseguite anche attraverso accordi e intese  con i  soggetti  istituzionali che operano nel  territorio  regionale per la prevenzione ed il contrasto dei  fenomeni  del  bullismo  e  del  cyberbullismo,  nonché  mediante  la  partecipazione  agli  organismi  territoriali  istituiti con disposizioni nazionali.  

Art. 2. 

(Piano regionale degli interventi per prevenire e contrastare il bullismo e il cyberbullismo) 1. La  Regione,  per  le  finalità  di  cui  all'  articolo  1 ,  promuove  e  sostiene  interventi  a  carattere  multidisciplinare,  volti  alla  diffusione  della  cultura  della  legalità,  al  rispetto  della  dignità  della  persona,  alla  valorizzazione  delle  diversità,  al  contrasto  di  ogni  forma  di  discriminazione,  alla  promozione  dell'educazione  civica  digitale,  alla  tutela  dell'integrità  psicofisica  dei  minori  e  all'utilizzo  consapevole  delle  tecnologie  informatiche  e  della  rete  internet,  soprattutto  nell'ambiente scolastico.  

  1. Il  Consiglio  regionale,  su  proposta  della  Giunta  regionale,  approva  il  piano  triennale  degli  interventi per prevenire e contrastare il bullismo e il cyberbullismo, di seguito denominato piano. 3. Il  piano,  nel  contesto  della  programmazione  regionale  e  delle  diverse  azioni  di  carattere  nazionale e regionale, individua le azioni regionali utili per prevenire e contrastare il bullismo e il  cyberbullismo, le priorità e i criteri per la loro realizzazione, nonché le modalità e gli strumenti utili  al monitoraggio dell'evoluzione del fenomeno, anche attraverso il coinvolgimento delle famiglie e  dei  soggetti  che  a  vario  titolo  ricoprono  un  ruolo  educativo,  delle  istituzioni  scolastiche  di  ogni  ordine e grado e delle istituzioni pubbliche e private del terzo settore.[2]
  2. Il piano, in particolare, prevede: 
  3. a) la  realizzazione  di  campagne  di  sensibilizzazione,  approfondimento  e  informazione,  rivolte  a  minori e adulti, prioritariamente all'interno delle scuole, in ordine alla gravità e alle conseguenze  dei fenomeni del bullismo e del cyberbullismo; 
  4. b) la  promozione  di  iniziative  di  carattere  culturale,  sociale,  ricreativo  e  sportivo  sui  temi  della  legalità, del rispetto reciproco e delle diversità, dell'educazione ai sentimenti, all'affettività e alla  gestione  dei  conflitti,  nonché  sull'uso  consapevole  della  rete  internet  e  delle  nuove  tecnologie  informatiche; 
  5. c) l'organizzazione di corsi di  formazione del personale  scolastico e degli educatori e delle  figure  genitoriali,  volti  a  garantire  l'acquisizione  di  idonee  tecniche  psicopedagogiche  e  pratiche  educative  per  un'efficace  azione  preventiva  dei  fenomeni  del  bullismo  e  del  cyberbullismo,  con  particolare attenzione ai rischi derivanti dai mezzi di comunicazione e dalla rete internet;

  1. d) l'attivazione  di  programmi  di  sostegno,  anche  con  progetti  personalizzati,  rivolti  ai  minori  vittime  di  atti  di  bullismo  e  di  cyberbullismo,  nonché  di  progetti  finalizzati  all'inclusione  e  alla  responsabilizzazione  degli  autori e  degli  spettatori  degli  atti  stessi.  I  programmi  di  sostengo  e  i  progetti sono finalizzati, anche attraverso la messa in atto di attività di recupero che coinvolgono  le vittime, a  far comprendere agli autori il disvalore e gli effetti negativi delle loro azioni e  sono  realizzati anche in collaborazione con le competenti figure professionali, le istituzioni scolastiche di  ogni  ordine  e  grado,  le  aziende  sanitarie  regionali,  i  servizi  sociali  ed  educativi  e  le  associazioni  attive sul territorio;[3]
  2. e) l'attivazione di programmi di sostegno  rivolti alle  famiglie delle vittime e degli autori di atti di  bullismo e di cyberbullismo, anche con il supporto dei soggetti di cui alla lettera d) ;  f) l'attivazione  di  sportelli  di  ascolto,  anche  telematici,  in  grado  di  garantire  l'anonimato,  nelle  scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado, anche attraverso il supporto dei soggetti  di cui alla lettera d) ;  
  3. g) la promozione, in ambito  scolastico e  formativo, di  ruoli attivi degli  studenti, anche  secondo i  principi  dell'educazione  tra  pari,  per  potenziare  il  senso  di  responsabilità,  la  partecipazione  e  l'autostima dei ragazzi, nonché per favorire modalità corrette di gestione dei conflitti, di confronto  e di comunicazione tra pari; 
  4. h) la promozione di percorsi formativi volti all'acquisizione delle competenze sull'uso responsabile  del web e dei social network; 
  5. i) la  promozione  di  progetti  atti  a  sostenere  lo  sviluppo  di  una  piena  cittadinanza  digitale,  implementando  la  capacità  degli  studenti  di  appropriarsi  dei  media  digitali,  passando  da  consumatori  passivi  a  consumatori  critici  e  produttori  responsabili  di  contenuti  e  nuove  architetture. 
  6. Il piano è approvato entro centottanta giorni dall'entrata in vigore della presente legge. Art. 3. 

(Coordinamento delle iniziative formative per l'uso consapevole del web e dei social network) 1. Al fine di prevenire e contrastare il fenomeno del cyberbullismo e di tutelare i minori dai rischi  derivanti  dall'utilizzo  della  rete  internet  e  dei  social  network,  la  Regione  promuove, anche  in  collaborazione con altri enti, progetti volti a coordinare le iniziative formative sull'uso consapevole  della rete e dei social network e ad uniformare le relative modalità di valutazione. 2. La Giunta  regionale, entro  centoventi  giorni  dall'entrata  in  vigore  della  presente  legge, anche  con l'ausilio del tavolo tecnico regionale di cui all' articolo 6 , approva con propria deliberazione le  linee guida per le azioni di cui al comma 1 , che definiscono, in particolare:  a) i destinatari; 

  1. b) le modalità di realizzazione; 
  2. c) le modalità di accesso. 

Art. 4. 

(Centri regionali specializzati nella cura dei disturbi derivanti dal bullismo e dal cyberbullismo) 1. La Regione, anche in collaborazione con altri soggetti, istituisce centri specializzati nella cura dei  disturbi derivanti dal bullismo e dal cyberbullismo, anche ai fini degli interventi di cui all' articolo 2,  comma 4 , lettere d) ed e).  

  1. I  centri  specializzati  nella  cura  dei  disturbi  derivanti  dal  bullismo  e  dal  cyberbullismo  devono  avvalersi di equipe multidisciplinari. 

Art. 5. 

(Bando annuale) 

  1. La  Giunta  regionale,  acquisito  il  parere  della  commissione  consiliare  competente,  approva  i  criteri per l'emanazione di un bando annuale per il finanziamento di progetti coerenti con il piano  di cui all' articolo 2

  1. Possono partecipare al bando di cui al comma 1 :  
  2. a) i comuni, singoli e associati; 
  3. b) le  istituzioni  scolastiche  di  ogni  ordine  e  grado,  ivi  compresi  gli  istituti  paritari,  le  agenzie  formative e le istituzioni universitarie; 
  4. c) gli  enti  del  terzo  settore  di  cui al  decreto  legislativo  3  luglio  2017,  n.  117 (Codice  del  Terzo  settore,  a  norma  dell'  articolo  1,  comma  2,  lettera  b),  della  legge  6  giugno  2016,  n.  106 ),  con  documentata  esperienza,  operanti  nel  territorio  regionale  e  attivi  da  almeno  cinque  anni  nel  campo del disagio sociale minorile e del sostegno alla famiglia e alla genitorialità;  
  5. d) le associazioni sportive dilettantistiche operanti in Piemonte, iscritte nel  registro del Comitato  olimpico  nazionale,  nella  cui  organizzazione  è  presente  il  settore  giovanile  e  che  svolgono  prevalentemente attività di avviamento e formazione allo sport per i minori; e) gli istituti penali per i minori con sede nel territorio regionale; 
  6. f) gli enti previsti dall' articolo 1 della legge regionale 11 novembre 2002, n. 26 (Riconoscimento e  valorizzazione della  funzione educativa, formativa, aggregatrice e  sociale  svolta dalle Parrocchie,  dagli  istituti  cattolici  e  dagli  altri  enti  di  culto  riconosciuti  dallo  Stato  attraverso  le  attività  di  oratorio).  
  7. I soggetti di cui al comma 2 possono partecipare al bando in forma singola o associata, nonché  in collaborazione con altri enti.  
  8. In  fase  di  prima  attuazione,  il  bando  di  cui  al  comma  1 è  emanato  entro  sessanta  giorni  dall'entrata in vigore del piano di cui all' articolo 2 .  

Art. 6. 

(Tavolo tecnico regionale) 

  1. Presso la Giunta regionale è istituito un tavolo tecnico per l'attuazione della presente legge. 2. La Giunta  regionale,  acquisito  il  parere  della  commissione  consiliare  competente,  stabilisce  la  composizione, le funzioni e le modalità di funzionamento del tavolo tecnico di cui al comma 1 .  3. Il tavolo tecnico, in particolare: 
  2. a) collabora alla predisposizione del piano di cui all' articolo 2 e ne monitora l'attuazione;  b) condivide  le  buone  prassi  e  raccoglie  i  dati  e  le  informazioni  sui  fenomeni  oggetto  della  presente legge; 
  3. c) individua percorsi di prevenzione del disagio scolastico. 
  4. Il tavolo tecnico può avvalersi del supporto: 
  5. a) del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza di cui alla legge regionale 9 dicembre 2009, 31 (Istituzione del Garante regionale per l'infanzia e l'adolescenza);  
  6. b) del  Comitato  regionale  per  le  comunicazioni  di  cui  alla  legge  regionale  7  gennaio  2001,  n.  1 (Istituzione, organizzazione e funzionamento del Comitato regionale per le Comunicazioni);  c) dell'Osservatorio regionale permanente per la prevenzione dei bullismi, istituito presso l'Ufficio  scolastico regionale del Piemonte; 
  7. d) dei  dipartimenti  delle  aziende  del  servizio  sanitario  regionale  che  si  occupano  di  disagio  giovanile; 
  8. e) degli enti locali che hanno attivato protocolli d'intesa sulla tematica. 
  9. Ai componenti del tavolo tecnico non compete alcun compenso, indennità, gettone di presenza,  rimborso spese o emolumento comunque denominato. 

Art. 7. 

(Iniziative in occasione della giornata nazionale contro il bullismo e il cyberbullismo) 1. In  occasione  della  giornata  nazionale  contro  il  bullismo  e  il  cyberbullismo,  la  Regione  attua  iniziative volte a promuovere un uso consapevole della rete internet e dei social network. 2. In occasione della giornata di cui al comma 1 , il Consiglio regionale, ad inizio della prima seduta  utile, ricorda, con un momento di raccoglimento, le vittime di bullismo e cyberbullismo. 

Art. 8. 

(Modifica alla legge regionale 7 gennaio 2001, n.1) 

1) Dopo  l'  articolo  14  della  legge  regionale  7  gennaio  2001,  n.  1 (Istituzione,  organizzazione  e  funzionamento del Comitato regionale per le Comunicazioni) è inserito il seguente: "  Art. 14 bis 

(Competenze in materia di cyberbullismo) 

1.Il  CO.RE.COM.  esercita  funzioni  di  osservatorio  sul  fenomeno  del  cyberbullismo  e  concorre,  anche attraverso la sottoscrizione di eventuali protocolli di intesa con soggetti terzi, alle azioni di  prevenzione e di contrasto promosse dalla Regione. 

2.Nell'esercizio delle funzioni di cui al comma 1, il CO.RE.COM. acquisisce informazioni, raccoglie e  aggiorna  tempestivamente  dati  statistici,  elabora  studi,  analisi  e  ricerche  sul  fenomeno  del  cyberbullismo presente sul territorio regionale. I risultati dell'attività di documentazione, studio e  analisi  sono messi  a  disposizione  per  le  iniziative  di  sensibilizzazione  e  di  informazione  sui  temi  connessi al cyberbullismo. 

3.Il CO.RE.COM. segnala alle autorità competenti i fatti di cyberbullismo di cui viene a conoscenza,  trasmettendo le eventuali denunce ricevute. 

". 

Art. 9. 

(Clausola valutativa) 

  1. La  Giunta  regionale  rende  conto  periodicamente  al  Consiglio  regionale  delle  modalità  di  attuazione della presente legge e dei risultati ottenuti in termini di contributo alla prevenzione e al  contrasto  dei  fenomeni  del  bullismo e  del  cyberbullismo,  nonché  di  tutela e valorizzazione  della  crescita educativa, psicologica e sociale dei minori. 
  2. Per  le  finalità  di  cui  al  comma  1 ,  la  Giunta  regionale,  avvalendosi  anche  dei  dati  e  delle  informazioni prodotte ed elaborate dal tavolo tecnico regionale di cui all' articolo 6 e dalle aziende  sanitarie regionali, decorsi due anni dall'entrata in vigore della presente legge e, successivamente,  almeno centoventi giorni prima della presentazione del piano di cui all' articolo 2 , presenta alla  commissione  consiliare  competente,  nonché  al  Comitato  per  la  qualità  della  normazione  e  la  valutazione delle politiche, una relazione che fornisce, in particolare, le seguenti informazioni:[4]
  3. a) un quadro delle modalità di realizzazione e di svolgimento degli interventi di cui all' articolo 2 ;  b) il  processo  di  creazione  e  implementazione  dei  centri  regionali  specializzati  nella  cura  dei  disturbi derivanti dal bullismo e dal cyberbullismo istituiti ai sensi dell' articolo 4 e una sintesi delle  attività, con particolare riferimento agli interventi di cui all' articolo 2, comma 4 , lettere d) ed e);  c) una descrizione delle principali attività svolte dal tavolo tecnico regionale di cui all' articolo 6 ,  nonché degli eventuali casi e  tipologie di supporto  ricevuto dai soggetti individuati dal comma 4 del medesimo articolo;  
  4. d) i progetti finanziati e realizzati con l'indicazione, per ciascun progetto, dei soggetti beneficiari e  di quelli coinvolti nella realizzazione, nonché delle risorse finanziarie erogate; e) una descrizione dello stato di attuazione della presente legge e delle eventuali criticità. 3. Le  relazioni,  successive  alla  prima,  documentano,  inoltre,  gli  effetti  delle  politiche  di  prevenzione e contrasto dei  fenomeni del bullismo e del cyberbullismo in Piemonte  fornendo, in  particolare, sulla base dei dati disponibili, le seguenti informazioni: 
  5. a) una  stima  del  contributo  alla  prevenzione  e  al  contrasto  dei  fenomeni  del  bullismo  e  del  cyberbullismo attribuibile al complesso degli interventi previsti dalla presente legge; b) una  sintesi  delle  opinioni  prevalenti  espresse  dai  soggetti  che  in  ambito  regionale  contribuiscono a prevenire, gestire e contrastare i fenomeni del bullismo e del cyberbullismo. 4. Le  relazioni  sono  rese  pubbliche  unitamente  agli  eventuali  documenti  del  Consiglio  regionale  che ne concludono l'esame.

  1. I  soggetti  coinvolti  nell'attuazione  della  presente  legge,  pubblici  e  privati,  forniscono  le  informazioni necessarie all'espletamento delle attività previste dai commi 2 e 3. Gli eventuali oneri  relativi alle attività di cui ai commi 2 e 3 trovano copertura negli stanziamenti di cui all' articolo 10 .  

Art. 10. 

(Norma finanziaria) 

  1. In relazione alla disposizione di cui all' articolo 11 , alla copertura degli oneri finanziari derivanti  dall'attuazione della presente legge, stimati in euro 200.000,00 per ciascuno degli anni 2018, 2019  e  2020,  si  provvede  mediante  l'istituzione  di  appositi  capitoli  nell'ambito  della  missione  04  (Istruzione e  diritto allo  studio),  programma  04.06  (Servizi ausiliari all'istruzione),  titolo  1  (Spese  correnti) del bilancio di previsione finanziario 2018-2020.  
  2. Il tavolo tecnico regionale di cui all' articolo 6 non comporta oneri aggiuntivi a carico del bilancio  regionale.  

Art. 11. 

(Entrata in vigore della legge) 

  1. Le  disposizioni  della  presente  legge  entrano  in  vigore  il  15  maggio  2018  e  comunque  in  via  condizionata all'approvazione della legge di bilancio per gli esercizi finanziari 2018-2020. 

Note: 

[1] Nel comma 1 dell'articolo 1 le parole "promuove e sostiene interventi e azioni di prevenzione, gestione e contrasto" sono state  sostituite  dalle  parole  "promuove e  sostiene  la  prevenzione ed  il  contrasto" ad  opera del  comma  1  dell'articolo  150  della  legge  regionale 19 del 2018. 

[2] Nel comma 3 dell'articolo 2 le parole "gli interventi necessari" sono state sostituite dalle parole "le azioni regionali utili" ad opera  del comma 1 dell'articolo 151 della legge regionale 19 del 2018. 

[3] Nella lettera d) del comma 4 dell'articolo 2 le parole "nonché con il coinvolgimento delle forze dell'ordine" sono state soppresse  ad opera del comma 2 dell'articolo 151 della legge regionale 19 del 2018. 

[4] Nel comma 2 dell'articolo 9 le parole ", dalle aziende sanitarie regionali e da ogni altro soggetto coinvolto nell'attuazione della  presente legge" sono state sostituite dalle parole "e dalle aziende sanitarie regionali" ad opera del comma 1 dell'articolo 152 della  legge regionale 19 del 2018.

Allegati

Legge Regione Piemonte_2.pdf

Delibera Giunta Regionale_1.pdf

OSSERVATORIO-BULLISMO-USR-PIEMONTE-ORGANIZZAZIONE (1).pdf